Foto I campioni di ultra trail Geronazzo e Fantuz fanno il pienone al Body Evidence
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29 Aprile 2016

I campioni di ultra trail Geronazzo e Fantuz fanno il pienone al Body Evidence

Conegliano - Una sala gremita di atleti giunti da ogni parte del trevigiano e pordenonese ha accolto giovedì 28 aprile 2016 i due campioni dello sport Ivan Geronazzo e Stefano Fantuz per parlare della loro disciplina, le gare su lunga e lunghissima distanza in montagna. Preparazione, coinvolgimento psicologico, motivazione, nuove tecnologie applicate allo sforzo fisico. Sono questi i temi che hanno approfondito insieme all’allenatore atletico del team Body Evidence di Conegliano Alessandro Bolzan, che ha aperto la serata promossa dal comitato organizzatore del Gran Raid delle Prealpi Trevigiane, l’Ultra Trail delle nostre montagne che si svolgerà il prossimo 21 maggio 2016. Settanta km di corsa tra Segusino e Vittorio Veneto lungo il crinale della dorsale prealpina posta a cavallo delle provincie di Belluno e di Treviso. Dopo l’intervento del presidente Mario Marin, ha preso la parola Ettore Scudeller che ha descritto le caratteristiche delle tre varianti di gara (lunga, mezza e staffetta), quindi Giovanni Carraro che ha illustrato con immagini e video il paesaggio che vedranno gli atleti e, al termine dell’evento, il pubblico ha potuto rivolgere numerose domande ai due campioni. «In una gara così lunga dobbiamo essere in grado di gestire ogni evenienza, non solo come spendere le energie, ma soprattutto come curare la concentrazione e l’alimentazione. Spesso dobbiamo far fronte a cambiamenti repentini del meteo e per questo è fondamentale avere la dotazione obbligatoria da inserire nello zaino» ha dichiarato Stefano Fantuz, fresco di un magnifico secondo posto al Trail delle Due Rocche di Asolo. Dello stesso avviso Ivan Geronazzo, conosciuto per la sua allegra spontaneità, tricolore della nazionale di Ultra Trail e primo tra gli italiani nella gara più massacrante a livello internazionale attorno al Monte Bianco «quando corro libero la mente, spingo al massimo, regolo i ritmi senza badare a chi mi sta a fianco. Sto certamente attento all’alimentazione, ma per me questo aspetto non deve essere un ossessione. Nel dopo gara, quando torno tra le mie vigne, non rifiuto certamente un brindisi con gli amici in allegria!».